Pellet e legna: prezzi alle stelle e magazzini agli sgoccioli. In autunno va “in fumo” il risparmio economico che potevano garantire. La scarsità di approvvigionamento si somma al panico da “inverno al freddo” generando un problema di reperibilità dei materiali e costi fuori controllo.

Pellet e legna: prezzi alle stelle e magazzini agli sgoccioli. In autunno va “in fumo” il risparmio economico che potevano garantire.

La scarsità di approvvigionamento si somma al panico da “inverno al freddo” generando un problema di reperibilità dei materiali e costi fuori controllo. Vediamo perché.

I dati che abbiamo fino al 2021 ci dicono che in Italia le biomasse legnose come legna e pellet sono impiegate in circa il 15% degli impianti di riscaldamento domestici e commerciali.

Tuttavia, a causa dell’impennata dei prezzi dei combustibili fossili come gas e petrolio, nel 2022 si sta verificando una corsa alle caldaie a biomassa perché tante famiglie cercano un metodo veloce ed economico per riscaldare casa anche se non devono passare da una ristrutturazione…

Possiamo quindi prevedere che la percentuale aumenterà, ma NON È UNA BUONA NOTIZIA per due motivi principali:

PRIMO MOTIVO: Il problema ambientale

Bruciare legna o pellet inquina moltissimo. Libera una gran quantità di polveri sottili nell’aria, un problema che NON HANNO le case con impianto in Pompa di Calore.

Possiamo metterci a discutere sul fatto che una maggiore richiesta di legna porterebbe le aziende che si occupano di gestione forestale e legname a curare meglio il territorio, recuperando terreni oggi all’abbandono in collina e montagna, con il dissesto idrogeologico che ne consegue. 

Forse è vero, ma non posso fare a meno di pensare che in cambio di un beneficio percepibile solo dopo anni e anni di gestione meticolosa dei terreni suddetti, avremmo un incremento diretto e immediato dell’inquinamento dell’aria che respiriamo.

Non mi sembra una prospettiva allettante, visti i danni causati in Italia dal cambiamento climatico negli ultimi 50 anni.

SECONDO MOTIVO: Il problema economico

In molti sono convinti che la caldaia a pellet o legna sia molto conveniente ma ho già dimostrato come rimanga comunque una soluzione più costosa, in molte circostanze, rispetto ad una casa 100% elettrica realizzata da autentici esperti come quelli della rete Sigillo Sicuro.

In più, legna e pellet non sono più a buon prezzo come l’anno scorso. Gli eventi degli ultimi 12 mesi hanno stravolto il settore e il mercato, facendo saltare per aria ogni piano di risparmio economico delle famiglie.

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Giusto per darti un riferimento, l’Associazione Regionale Imprese Boschive Lombarde ha registrato un aumento del prezzo della legna del 25-30% negli ultimi mesi, con forti possibilità che aumenti ancora. 

Voglio soffermarmi su questo punto degli aumenti di prezzo per aiutarti a comprendere come mai legna e pellet non sono più a buon mercato come in passato.

 

Perché legna e pellet costano di più – Causa n.1 Ne importiamo una buona parte

L’Italia ha una discreta produzione di legname ma purtroppo per il pellet dipendiamo da fornitori esteri (sembra lo stesso problema che abbiamo con il gas). Acquistiamo circa il 90% del pellet che consumiamo ogni anno.

Voglio fare un distinguo tra pellet e legna, perchè il pellet lo dobbiamo acquistare da produttori (non molti) mentre la legna è disponibile in quantità già nel territorio italiano… ma  manca chi ha la voglia di farla.

Indovina? Importiamo pellet da Russia, Bielorussia e Ucraina e a causa del conflitto bellico e delle sanzioni – come sai – al momento le forniture da questi paesi sono crollate vertiginosamente.

Al punto che altri Stati produttori, quali Bosnia Erzegovina, Serbia, Macedonia del Nord,

 e Ungheria hanno imposto un divieto assoluto di export di legna da ardere, pellet e tronchetti.

Tradotto: ne rimane sempre meno per i privati cittadini (e l’elettricità prodotta costa di più).

Pensa che si sono registrate punte di 8,88 euro per sacchetto di pellet ad aprile 2022, andando verso l’estate… cosa succederà in autunno e in inverno è facile prevederlo.

 

Perché legna e pellet costano di più – Causa n.2 Le centrali a biomassa stanno rastrellando il mercato

Le grandi centrali elettriche a biomassa (ce ne sono parecchie nel Nord-Europa) e le grosse caldaie industriali hanno una gran fame di pellet. 

Di solito “si nutrono” di pellet grossolano, o per meglio dire legno triturato chiamato “cippato”, cioè sminuzzato in scaglie da macchine trituratrici.

Siccome è diventato difficile trovare quello ad uso industriale, devono ripiegare sul pellet prodotto per l’utenza domestica anche se a loro costa molto di più. L’alternativa è fermare le attività.

In Europa comprano tutto quello che riescono, ma anche Canada e Brasile sono grandi produttori di pellet e possono immetterlo nel nostro mercato…

…solo che i costi del trasporto marittimo sono schizzati in alto dalla pandemia in poi, riflettendosi sul prezzo finale.

Aggiungi ai costi di trasporto anche quelli IN SALITA di lavorazione, imballaggi e smaltimento rifiuti… e la frittata è fatta.

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Tirando le somme, anche questo bisogno di pellet a livello industriale sta erodendo le scorte disponibili per l’utenza domestica.

 

Perché legna e pellet costano di più – Causa n.3 Domanda e offerta

Come in qualsiasi settore, più c’è richiesta di qualcosa che scarseggia e più il suo prezzo sale. 

Con questa improvvisa domanda di mercato che continua a lievitare, i magazzini cominciano ad essere mezzi vuoti – con grosse difficoltà nel riassortimento del materiale.

Pensare che mettersi sotto coi lavori forestali possa risolvere il problema… è un’utopia. Hanno una programmazione lunga e nella migliore delle ipotesi si lavora un anno per l’altro. 

La stagione silvana inizia a settembre-ottobre ma bisogna considerare che la legna fresca non brucia se prima non la passi in essiccatoio… un procedimento che ne aumenta il prezzo.

Pertanto, rimane la situazione di emergenza e scarsità in questo preciso momento storico e il mercato della legna e del pellet ha prezzi che volano verso cifre preoccupanti. 

È evidente che le biomasse combustibili non sono più l’alternativa economica a gas e petrolio come si pensava fino a un anno fa.

E ti dirò di più, c’è un’altra minaccia alle tasche delle famiglie italiane…

Le truffe sul pellet e sulla legna

Truffe pellet e legna

L’avviso nella homepage di una grossa azienda che importa pellet

 

Con l’aumento di prezzi, il crollo della disponibilità tra il -20% e il -50%, nonché il panico dei clienti… arrivano puntualmente anche le truffe.

Qualche bandito si spaccia per fornitore, spara su internet un’offerta irresistibile per i clienti con l’acqua alla gola e si mette in tasca i loro soldi senza consegnare niente di niente.

Purtroppo in tanti sono già cascati nella truffa del pellet, trovandosi a pagare DUE VOLTE per avere il pellet di cui hanno bisogno (e la seconda, anche a prezzo più alto).

Quindi torno a ribadire con forza il mio messaggio…

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È vero che non ti stacchi dalla rete elettrica cittadina, ma hai un’abitazione che non assorbe un solo watt dalla rete per molti mesi l’anno.

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Significa essere autonomi con la propria autoproduzione per 6-8 mesi per poter affrontare le spese invernali con maggiore serenità e un bilancio familiare annuo meno appesantito.

Guardando la cosa dal punto di vista del cosiddetto “sistema-Paese”, se sempre più famiglie italiane assorbono meno gas in un anno, gli stoccaggi stessi di gas nazionale rimangono disponibili per i mesi più freddi…

…e chi usa ancora una caldaia a gas non corre il rischio di rimanere senza combustibile.

Poi, magari, appena potrà, chiuderà il contatore del gas una volta per tutte.

A presto,

Samuele Trento

 

P.S.

In questo momento storico, con le condizioni “estreme” del mercato dovute a cause socio-politiche sulle quali non possiamo fare molto, avere in casa anche una stufa a legna non è diabolico. Può essere una strategia temporanea per compensare eventuali restrizioni sull’utilizzo in certi orari di gas ed energia elettrica. Forse ti sembrerà strano che io lo dica, ma sono un ingegnere e guardo anche alla realtà dei fatti. Specialmente quando c’è da affrontare un problema URGENTE e non c’è tempo di aspettare le lentezze della politica.

 

P.P.S.

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