Il contributo scende dal 50% al 36%: ecco quanto inciderà sul bilancio della ristrutturazione
Chi sta valutando il passaggio a una casa 100% elettrica si trova davanti a una scadenza importante che molti ancora non conoscono: dal 2026 gli incentivi per le pompe di calore subiranno una riduzione significativa, passando dagli attuali 50% del Bonus Casa al 36%.
Una notizia che ho seguito con attenzione negli ultimi mesi, analizzando le dichiarazioni ufficiali del Governo e le reazioni del settore. E che oggi voglio condividere con te, spiegandoti cosa significa concretamente per la tua famiglia e perché il 2025 potrebbe essere l’anno giusto per dire addio al gas.
Il quadro normativo: cosa prevede la Legge di Bilancio 2025
La Legge di Bilancio 2025, approvata definitivamente, ha confermato quello che molti esperti del settore temevamo: una progressiva riduzione degli incentivi per le ristrutturazioni edilizie, incluse le pompe di calore.
Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore e confermato dalle dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giorgetti, il Bonus Ristrutturazione scenderà dal 50% al 36% a partire dal 1° gennaio 2026.
Questo significa che una famiglia che oggi può detrarre 5.000 euro su un investimento di 10.000 euro, dal prossimo anno potrà detrarre solo 3.600 euro.
Una differenza di 1.400 euro che, moltiplicata per gli investimenti tipici di una trasformazione verso la pompa di calore (che spesso si aggirano tra i 15.000 e i 25.000 euro), diventa un risparmio mancato di migliaia di euro.
Questo cambiamento era prevedibile?
In realtà, chi segue l’evoluzione delle politiche energetiche europee e nazionali non dovrebbe essere sorpreso. L’Italia ha investito miliardi di euro negli ultimi anni per incentivare la transizione energetica degli edifici (come possiamo dimenticare il “famoso” Superbonus 110%?), ma ora si trova di fronte alla necessità di contenere la spesa pubblica.
Come ho avuto modo di osservare durante la mia collaborazione con Altroconsumo per il progetto europeo CLEAR-HP, l’obiettivo delle istituzioni europee è chiaro: rendere le tecnologie rinnovabili sempre più accessibili anche senza incentivi massicci, puntando sulla riduzione dei costi di mercato e sull’aumento della consapevolezza dei cittadini. (Lo conferma anche l’attività dell’Associazione Europea Pompe di Calore, che mi ha contattato per unire gli sforzi di divulgazione e portare le realizzazioni di Sigillo Sicuro come esempio in tutta Europa.)
Questo significa che gli incentivi attuali sono stati pensati come una “spinta iniziale” per far decollare il mercato delle pompe di calore. Una volta raggiunta una massa critica di installazioni e una maggiore maturità tecnologica, gli incentivi potranno gradualmente ridursi.
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Il problema è che molte famiglie italiane stanno ancora valutando se e quando fare il grande passo. E chi aspetta troppo rischia di perdere un’opportunità economica significativa.
L’impatto concreto sui costi familiari
Facciamo un esempio pratico per capire cosa significa questa riduzione. Prendiamo una famiglia tipo che vuole installare una pompa di calore aria-acqua per sostituire la vecchia caldaia a gas. L’investimento complessivo, inclusa l’installazione professionale, si aggira mediamente sui 18.000 euro.
Con gli incentivi attuali (Bonus Casa 50%), la famiglia può detrarre 9.000 euro in 10 anni, riducendo il costo effettivo a 9.000 euro. Dal 2026, con la detrazione al 36%, potrà detrarre solo 6.480 euro, per un costo effettivo di 11.520 euro.
Una differenza di 2.520 euro che rappresenta quasi tre anni di risparmio in bolletta per una famiglia media.
E questo senza considerare che nel frattempo i costi di installazione potrebbero aumentare, sia per l’inflazione che per la crescente domanda di installatori di Pompe di Calore competenti e specializzati.
Ma il calcolo diventa ancora più interessante se consideriamo che chi completa l’installazione nel 2025 inizia immediatamente a risparmiare sui costi del gas. Ogni mese di ritardo significa continuare a pagare bollette più alte e contribuire all’inquinamento atmosferico.
Una finestra di opportunità che si sta chiudendo
Quello che stiamo vivendo è un momento particolare nella storia dell’energia domestica italiana. Da un lato abbiamo tecnologie mature e affidabili come le pompe di calore professionali ad alta efficienza, dall’altro abbiamo ancora incentivi significativi che rendono l’investimento particolarmente conveniente.
Nei miei 12 anni di esperienza nel settore, ho visto pochissime occasioni in cui convergevano così tanti fattori favorevoli: incentivi statali generosi, tecnologie all’avanguardia, una rete di installatori qualificati pronti ad aggiornarsi come quella di Sigillo Sicuro, e una crescente consapevolezza ambientale delle famiglie.
Ma questa finestra di opportunità non resterà aperta per sempre. Oltre alla riduzione degli incentivi dal 2026, dobbiamo considerare che la domanda di installazioni sta crescendo rapidamente, e questo potrebbe creare liste d’attesa più lunghe e costi di manodopera più elevati.
Inoltre, le nuove normative europee sull’efficienza energetica degli edifici diventeranno sempre più stringenti, rendendo praticamente obbligatorio l’abbandono delle caldaie a combustibili fossili nei prossimi anni.
Il momento giusto per agire è adesso
Come dico sempre ai partecipanti delle mie Masterclass e alle famiglie che mi contattano per una consulenza, il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo momento migliore è oggi.
Questo vale ancora di più per le pompe di calore. Chi decide di muoversi nel 2025 può ancora beneficiare degli incentivi attuali, iniziare immediatamente a risparmiare sui costi energetici, e contribuire concretamente alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Non dimentichiamo che ogni caldaia a gas sostituita significa meno emissioni nocive nell’aria che respiriamo tutti i giorni. È questo l’aspetto che mi motiva di più nel mio lavoro: sapere che ogni famiglia che passa alla pompa di calore sta facendo la sua parte per lasciare un mondo più pulito ai nostri figli.
Ma per prendere una decisione consapevole, è fondamentale capire se la tua casa è davvero compatibile con una pompa di calore e quale soluzione tecnica può garantirti i migliori risultati. Inoltre, se hai i radiatori e vorresti mantenerli, devi capire se puoi continuare ad utilizzarli oppure no.
Per questo ho sviluppato il test online di compatibilità che trovi nel riquadro qui sotto, il quale ti permette di scoprire in pochi minuti se la tua abitazione è adatta alla transizione verso una casa 100% elettrica. È una vera e propria pre-analisi di fattibilità che tiene conto delle caratteristiche specifiche della tua casa, delle tue abitudini energetiche e degli obiettivi che vuoi raggiungere.
Se stai valutando il passaggio alla pompa di calore, ti invito a completare il test ora, prima che la finestra degli incentivi attuali si chiuda definitivamente. Clicca qui per iniziare la tua valutazione gratuita e scoprire quale soluzione può trasformare la tua casa in un ambiente più confortevole, economico e sostenibile.
Il futuro dell’energia domestica è già qui. La domanda è: vuoi farne parte con tutti i vantaggi di oggi, o aspettare che sia troppo tardi?
A presto,
Ing. Samuele Trento
P.S.
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Buongiorno Ingegnere, sto per installare una pompa di calore nella mia seconda casa al mare. Per usufruire del contributo del 50% i lavori devono essere terminati e fatturati entro il 2025 corretto?
Grazie per il suo feedback
Alex
Esatto