Casa COMPLETAMENTE elettrica: quanti kW chiedere all’Enel

Cosa devo fare con l’Enel per installare una Pompa di Calore?

Quanti kW devo chiedere?

Preciso da subito 2 cose:

  1. in questo articolo darò delle risposte per le Pompe di calore per riscaldamento e acqua calda sanitaria, e non per le pompe di calore che fanno solo acqua calda sanitaria. Per queste ultime non devi fare alcuna modifica perchè consumano solo 440W, poco più di un frigorifero con cella freezer.
  2. Tutto quello che scriverò vale per le pompa di calore professionali, dove hai la certezza che i valori di consumo dichiarati nelle schede tecniche sono certificati da un ente esterno, come ad esempio il TUV. E dove hai la possibilità di leggere i consumi elettrici su un grafico grado per grado fino a -20°, e non solo i valori con aria esterna a +7° o -7°C.

Se non hai voglia di leggere GUARDA DIRETTAMENTE il video cliccando qui sotto:

Partiamo dal presupposto che la pompa di calore per una casa media da 100-200mq consuma istantaneamente dai 2 ai 4kW elettrici per riscaldare casa.

Già qui ti faccio ragionare: tua moglie quando accende il phone per asciugarsi i capelli consuma 2 kW.. e con 2kW riesco a riscaldare tutta la casa?

Certo!

Immagina quindi le potenzialità delle Pompe di Calore, che purtroppo sono state tenute “nascoste” in Italia della lobby dei produttori di caldaie. Che ora ovviamente le hanno a catalogo perchè vanno di moda.

Tornando a noi: se vuoi una casa completamente elettrica non puoi risparmiarti sul contatore dell’Enel. Hai bisogno di energia. Non devi più pensarla come un tempo: mi faccio bastare i 3kW e in qualche modo gestisco la casa.

Ti faccio questa domanda: ci metti il gasolio nella tua automobile se devi andare in giro?

Stessa cosa con la Pompa di Calore: devi darle energia elettrica perchè funzioni.

Ad oggi avere più energia elettrica non costa più come un tempo. Anzi: con la nuova tariffazione viene avantaggiato (cioè paga meno) chi consuma di più. Cioè il prezzo al kWh è più basso per chi consuma di più.

Avere perciò un contatore da 6kW monofase anziché uno da 3kW monofase non ti costa di più in bolletta.

Quello che probabilmente immaginavi oramai è il passato.

L’unico costo aggiuntivo ce l’hai nel momento in cui vai a richiedere l’aumento di potenza: circa 70-80 euro ogni kW richiesto in più, che pagherai solo una volta.

L’aumento di potenza in molti casi avviene in modo automatico con il tuo fornitore, senza l’uscita dell’Enel.

Se invece hai una casa piuttosto grande e poco isolata dovrai per forza andare su un contatore trifase. 6KW non ti basteranno per i consumi della casa e della Pompa di Calore.

E a dircela qua, se passi in trifase e tra 10 anni avrai un auto elettrica, sarai avantaggiato rispetto agli altri perchè potrai caricarla molto più velocemente.

Riepilogando quindi:

  • se rimarrai in monofase devi fare richiesta al tuo fornitore di aumento di potenza a 6kW.L’aumento nella maggiorparte dei casi non comporta nessun lavoro e viene dato nel giro di poco tempo. Il costo è di 70-80 euro/kW in più richiesto. Una sola volta
  • se dovrai passare in trifase devi fare richiesta al fornitore, dovranno essere eseguiti dei lavori e i costi dipenderanno anche dall’entità dei lavori. I tempi in questo caso sono un po’ più lunghi. E dovrai sistemare il quadro elettrico generale della tua abitazione per bilanciare le 3 fasi.

Allora mi aspetto la domanda: ma ho installato l’impianto fotovoltaico da 6kW. Non mi bastano 3kW di contatore?

NO!

Perchè il fotovoltaico di notte non funziona e non puoi fare affidamento su un impianto di cui non controlli tu l’accensione e lo spegnimento. Infatti se pioverà per 1 settimana a Dicembre tu non potrai usufruire del fotovoltaico. Tua moglie ti aspetterà in casa con il coltello in mano se gli risponderai “è ma.. pensavo che il fotovoltaico funzionasse..”.

Un altra bella domanda: come faccio a richiedere la tariffa D1?

La tariffa d1 non esiste più da tempo.

Oggi c’è la tariffa TD che ha benoe o male lo stesso risultato e non serve fare richiesta al fornitore. Viene applicata in automatico.

Vai a prendere l’ultima bolletta e vedrai che stai già pagando secondo la tariffa TD. Questa prevede di agevolare chi consuma più energia elettrica.

Concludo con un caso che mi è capitato l’altro giorno. Il cliente mi chiese: non posso avere due contatori? Uno per la casa e uno per la PdC.

Se trovi gusto nel buttare via soldi sì..

Se invece ci ragioni sopra, avere due contatori con le nuove tariffe è un suicidio perchè ti ritroverai a pagare dei costi fissi molto alti sebbene i consumi sul singolo contatore sono bassi. E se hai un fotovoltaico dove pensi di collegarlo? Su quello della casa o della Pompa di Calore?

Naturalmente tutte le osservazioni fatte qui sopra valgono per le Pompe di Calore elettriche e non quelle a gas. Trovi un mio articolo nel magazine Ingenio dove ho approfondito la differenza tra queste due categorie. Leggi l’articolo cliccando qui.

Ing. Samuele Trento

QUALCHE NOTIZIA SULL'AUTORE: Mi definisco il REALIZZATORE DI SOGNI. AIUTO le persone come te a smettere di pagare le bollette del gas con un sistema sicuro, garantito ed affidabile: la Pompa di Calore Professionale.

Scrivimi qui la tua richiesta

26 thoughts to “Casa COMPLETAMENTE elettrica: quanti kW chiedere all’Enel”

    1. Ciao Marcello, giustamente mi ricordi che l’Enel ora può fornire fino a 10kW in monofae. La possibilità di superare i 6kW in monofase è a discrezione dell’Enel, dopo una valutazione dello stato della loro linea.

  1. salve
    io ho appena acquistato un terratetto da 150 mq circa su 3 livelli casse energetica G ( da APE compravendita fatta con il ciclostilo ..ma essendo una abitazione del 1990 fatta discretamente bene credo abbia qualche risorsa in più) in toscana zona climatica D
    purtroppo la zona non è servita da gas metano, e l’impianto di riscaldamento è con caldaia alimentata a GPL..
    da informazione dei vicini che hanno abitazioni simili alla mia la spesa annua per riscaldamento +acqua sanitaria è di 2500 € una enormità..
    sarei pertanto orientato alla sostituzione della caldaia con PdC+nuova caldaia condensazione, lasciando inalterato l’impianto ed i radiatori terminali , ed avendo una buona esposizione del tetto a sud -est , sono indeciso se eventualmente integrare il tutto con impianto fotovoltaico .
    cosa mi consiglia in merito a tipologia di Pdc+caldaia da istallare, fotovoltaico si /no ed eventuale potenza istallata , aumento della potenza di fornitura enel etc..
    la ringrazio e resto in attesa di un cortese riscontro
    marcello mancone

  2. ING buon giorno
    Voglio aumentere l’efficienza termica di casa, singola con due piani da circa 110 metri l’uno. Quindi cappotto. Voglio renderla completamente elettrica, cucina a induzione riscaldamento con pannelli a infrarossi. La mia scelta è caduta su una caldaia a idrogeno che genera acqua calda e corrente. Secondo Lei necessito anche di pannelli fotovoltaici con accumulo?

  3. Buongiorno,
    purtroppo sono ancora uno di quelli che ha ancora il secondo contattore BTA2 (altri usi) per la pompa di calore + il contattore per usi domesti con enel. Ora con l’aria di cambiamento al mercato libero sto riprendendo in mano l’argomento e vorrei sapere se conviene fare subito il passaggio ad un singolo contattore 6Kw anche prima del passaggio obbligato al mercato libero o meglio contestuale?
    Grazie

  4. Salve ho una villetta monofamiliare di cir­ca 100 mq (è presente anche un altro app­artamento da 40 mq non utilizzato) in fascia climatica “E” e che l’impianto dovrà gestire anche l’acqua calda sanitaria per 4 persone senza considerare il condizionamento estivo fortunatamente da noi non necessario.
    L’impianto è realizzato con riscaldamento a pavimento da 7,57 kw oltre a 2 termoarredi da 700 w e da 400 w per i due servizi igienici per un totale di 8,67Kw.
    L’impianto concentrato su bollitore tank in tank da 800lt tot di cui 150 lt per sanitario.
    Per poter valutare la convenienza​ ho fa­tto queste considerazioni che però non so se possono essere attendibili:
    Attualmente consumo la media di 13.000 kw a stagione per riscaldamento ed acqua calda sanitaria (calcolato con consumo medio di 180 sacchetti di pellet da 4,8 kw/kg considerando per assurdo un rendimento stufa del 100%)
    Secondo Lei per poter stimare la spesa elettrica annuale e quindi l’eventuale convenienza o meno dell’impianto che scop devo cercare per avere un risparmio, considerando una spesa attuale intorno ai €1.000?
    Attualmente utilizzo una caldaia laminox da 11.5kw impostata sugli 83 C° in boll­itore.
    L’ipotesi è di creare un impianto aria acqua magari coadiuvato da pannelli fotovoltaici NON allacciati alla rete.
    Da valutare anche la possibilità del geotermico ma purtroppo da noi non è presente alcuna azienda.
    Poi dovrò trovare anche la soluzione per effettuare i cicli antilegionella ci penseremo più tardi ma comunque avranno un incidenza di costo elevata te la faccio l’elettricità.
    Anticipatamente ringrazio e cordialmente saluto.
    Riccardo ​

  5. buongiorno!
    da quanto mi servira un impianto fotovoltaico per un riscaldamento a pavimento (circa 120mq) elettrico e pompa di calore per acqua sanitaria, (contando poi la presenza in casa degli elettrodomestici classici)?
    E se mettessi un riscaldamento ad acqua ?

    1. Ciao, non ho mai approfondito il riscaldamento elettrico a pavimento. Considera che la pompa di calore per ACS consuma 440W, mentre una pompa di calore per riscaldamento circa 2kW. Quindi in questo caso ti bastano 6kW.

  6. Buongiorno, avrei bisogno di un’informazione sulla potenza del contatore, ho una villetta singola, ho riscaldamento a pavimento con pompa di calore ibrida e produzione acqua calda, tutti gli elettrodomestici elettrici (anche piano ad induzione), ho un contatore da 4.5kw di potenza aumentato appositamente ma ultimamente succede che se accendo forno e induzione insieme salta la corrente ed il contatore mi da il messaggio supero potenza di oltre il 30%; è normale che non basti piu’ nemmeno il 4.5kw?cosa posso fare per capire e risolvere la problematica?
    grazie.

      1. Buonasera.. ho dei dubbi perché non mi fido del mio idraulico.. ho una villetta in costruzione di 150 mq e sopra di 130 mq ma non abitabile(forse in futuro) vorrei avere casa tutta elettrica.. leggendo il suo sito mi sono appassionato ai suoi consigli.. cosa mi consiglia come pompa di calore? Quanti kw servono?? Poi anche la richiesta all’enel bastano 6 kw? Grazie e spero che mi aiuterai nei lavori in futuro.

  7. Buongiorno, ho questi dubbi.
    Sto costruendo casa nuova classe energetica a4. La proposta del costruttore è un fotovoltaico da 3 kw. Pompa di calore aria acqua da 8kw e ovviamente non metterò il gas. Per stare tranquillo quanti kw dovrò chiedere all’enel? E non sarebbe meglio avere un fotovoltaico più potente?

      1. Buongiorno ingeniere, complimenti per il video che spiega molto bene le cose….
        Sto terminando una casa 2 piani circa 80 mq per piano, 2 bagni 2 adulti e 2 bambini ( con classe energetica ancora da definire) completamente elettrica ( induzione, pompa calore 8 kw ovviamente sia per riscaldamento che per acqua calda sanitaria, asciugatrice ecc ecc) il tutto accompagnato con impianto fotovoltaico 4 kw ( di più non potevo).
        Sto ” avviando” la pratica dell’installazione contatore.
        Quanto kw mi consigli?
        Grazie infinite
        Ciao

  8. Buongiorno, le mie domande riguardano un attico a due livelli (uno è mansardato) di 140 mq totali con tre terrazzi, due a sbalzo uno a vasca, tetto a due falde, una esposta a sud, zona climatica E (Trieste) da cui, se possibile e conveniente, poter eliminare il contatore gas.
    Vorrei sapere se, fermo restando l’aumento di potenza al contatore da 3 kw a 6kw, risulta conveniente il discorso termopompa per riscaldamento e acs abbinata a fotovoltaico anche nel caso si disponga di una superficie utile ad installare solo 3kw di fotovoltaico.
    Inoltre vorrei sapere se esistono accumuli acs orizzontali o comunque con dimansioni adatte a sfruttare una zona sottotetto ad altezza limitata come locale tecnico.
    Grazie infinite

  9. Egr. Ingegnere,
    come forse molti altri mi trovo nelle condizioni di dover cambiare la mia caldaia a condensazione (Rotex) che ha ormai 14 anni. L’incentivo proposto recentemente dal governo è molto stimolante perché, entro certi limiti, consente di scegliere la soluzione tecnica migliore indipendentemente dal costo della scelta. A patto di installare una PDC da utilizzare da sola oppure in abbinamento con una caldaia a condensazione. Si pone in definitiva l’esigenza, partendo dalla situazione di fatto,di fare la scelta tecnica migliore che consenta di avere il miglior confort nella casa sia d’inverno che d’estate , che non lasci, per qualunque ragione la casa al freddo, e assicuri la necessaria acqua calda durante l’anno. Il tutto possibilmente con i minori costi di gestione.

    Faccio riferimento al mio caso in cui si tratta di riscaldare/raffreddare una casa singola da circa 190 m2 distribuita su due piani, dei quali il piano terra (120 m2) ha un riscaldamento a pavimento ,mentre il primo piano ha in parte il riscaldamento a pavimento (25 m2) e in parte a radiatori in alluminio( 45 m2). In definitiva ci sono 4 radiatori . La casa, si trova nella periferia del comune di Venezia, dove il clima è umido con punte di freddo a volte anche rilevanti, e lo scorso anno, che non è stato particolarmente freddo, ha consumato 1800 m3 di gas (per riscaldamento ed acqua calda) . Diciamo che il consumo della casa è di circa 2000 m3 di gas l’anno corrispondenti a circa 20000 KWT .
    La casa dispone inoltre di un impianto fotovoltaico da 5,98 KW di punta e dei pannelli solari termici. E intenzione dello scrivente inoltre utilizzare il bonus anche per isolare al meglio il fabbricato e per installare un sistema di accumulo per il fotovoltaico al fine di ridurre i consumi indipendentemente dal futuro sistema di riscaldamento prescelto.
    Premetto che sono del tutto ignorante in materia per cui mi scuso anticipatamente se incorrerò in grossolani errori di valutazione nelle successive considerazioni.
    Ciò premesso mi pare di capire che l’orientamento portato avanti da Lei (e anche da altri attraverso svariati canali video) sia convintamente indirizzato, senza se e senza ma, sull’installazione di una PDC “professionale” e conseguentemente ad escludere ogni utilizzo di caldaia a gas a scopo integrativo. Le motivazioni, oltre che di natura etica ( e quindi del tutto condivisibili ) tendenti ad eliminare una fonte di energia fossile, sembrano essere soprattutto di carattere economico (acquisto di 2 caldaie al posto di una) che però verrebbero meno nell’ipotesi di sussistenza dell’incentivo governativo.

    La prima domanda è questa : perché è tecnicamente sbagliato pensare all’installazione di un sistema ibrido ? Al riguardo aggiungo inoltre che la convenienza economica della PDC rispetto al gas si determina quando il COP della PDC è superiore al valore di 2,5/3 e, valutando le performance delle pompe di calore professionali sia straniere che italiane, sembra di capire che il COP delle stesse, in presenza di acqua di mandata a 55 gradi e temperature esterne attorno allo zero, sono molto bassi e comunque non superiori a 2. Si dedurrebbe pertanto che a quelle temperature ,che sono usuali nelle mie zone a partire da metà dicembre fino a metà febbraio, il COP avrebbe valori tali da rendere meno conveniente la PDC rispetto alla caldaia a condensazione. E tale ultima considerazione sembrerebbe suggerire la convenienza di un sistema ibrido che, per sua natura, utilizza il sistema di riscaldamento (PDC o caldaia a gas) più conveniente.
    Quali motivazioni tecniche giustificano invece la scelta quasi aprioristica di una PDC al posto del sistema ibrido pur se il sistema ibrido appare economicamente più conveniente ?

    Una seconda questione attiene al dimensionamento del contatore dell’energia elettrica che è di rilevante importanza in relazione alla possibilità di mantenere, pur in presenza di una PDC un’alimentazione monofase della linea elettrica di alimentazione della casa.
    Facendo sempre riferimento al mio caso, anche tenendo conto delle migliorie che saranno apportate al cappotto, l’energia termica annua necessaria per riscaldare la casa e per l’acqua calda sarà dell’ordine di 15/16000 KWH termici. Ciò dovrebbe richiedere una PDC con una potenza termica nominale di circa 12 Kw , calcolata in maniera molto approssimativa con l’equazione P = k (20+5)/14 con k =16000/ 2500
    ( dove 16000 è l’energia termica annua necessaria alla casa e 2500 sono, per interpolazione, i gradi giorno corrispondenti alla mia abitazione) .
    Nell’ipotesi che tali valori siano corretti, quale dovrebbe essere la potenza del contatore della linea elettrica monofase di alimentazione?
    Per rispondere credo si debba tenere conto che il COP delle pompe professionali, funzionanti alle condizioni progettuali più gravose, è compreso tra 1,8 e 2. In virtù di tale considerazione dovremmo dedurre che il contatore, per far fronte alle condizioni più gravose di utilizzo della PDC avrà bisogno di una potenza elettrica di 12/1,8 = 6,7 KW ( in modo tale che in tali condizioni la pompa potrà arrivare a consumare, se del caso , fino a 80/100 KW al giorno). Con punte che potrebbero essere anche superiori. Se a questo sommiamo la potenza necessaria per le altre normali incombenze domestiche, che sono pari a circa 3 KW, potremo ritenere sufficiente una potenza del contatore pari a 10KW ( che rappresenta il limite superiore della potenza dei contatori su linea monofase consentiti dall’ENEL) .
    In definitiva l’esemplificazione di specie darebbe evidenza della necessità una PDC la cui potenza termica è stimata in 12 /13 KW che si pone ai limiti superiori per non uscire dall’alimentazione elettrica monofase.
    Rimango in attesa di eventuale riscontro sperando che le questioni toccate oltre allo scrivente possano essere di interesse soprattutto per altri.

    1. Ciao Renato, la convenienza del “full electric” rispetto all’ibrido sta nel calcolare il COP per tutta la stagione invernale, dove abbiamo un COP maggiore di 3.0 per più del 92% della stagione.
      Fino ad oggi abbiamo lavorato sia in climi molto umidi come la pianura padana, sia molto rigidi sulle alpi, e ci siamo fatti una chiara idea di come funzionano le pdc.
      Per quanto riguarda il contatore occorre calcolare la potenza della macchina e studiare i tuoi attuali consumi di energia per definirne la taglia. Così a spanne, senza sopralluogo, l’idea è di andare sul trifase così da poter avere una casa completamente elettrica e la possibilità di caricare velocemente la tua futura auto elettrica che si ricaricherà in parte grazie al fotovoltaico.

  10. Ciao ing.,
    abito in zona climatica C (zona vesuviana), in un appartamento di circa 160 mq, altezza 3 metri, costruito nel 1990, al secondo piano e ultimo piano, con copertura piana (lastrico solare). L’appartamento presenta doppi infissi in alluminio, non eccezionale dal punto di vista dell’isolamento termico. Vorrei sostituire la caldaia a gas gpl con una pompa di calore aria/acqua ad alta temperatura per il riscaldamento con radiatori in alluminio. Quale potenza termica (taglia) mi consigli per la PDC ? Ho un contatore da 4,5 kW (5 kW disponibili).

    1. Ciao Adriana, ti ringrazio per la richiesta ma dai pochi dati forniti non è possibile fare un calcolo del fabbisogno termico dell’edificio. Se hai bisogno di un professionista fammi sapere che ti posso mettere in contatto con qualcuno della zona.

  11. Buonasera sto ristrutturando una villa di 250 mq con pannelli fotovoltaici da 4.7 kw, pompa di calore ad alta temperatura ( il piano sotto abitato da mia suocera ha i radiatori), riscaldamento a pavimento nel piano primo e mansarda, e condizionatori in mansarda, impianto a induzione in cucina.
    La convivenza di due nuclei familiari (6 persone) con 6kw è possibile o diventa necessario avere i 10kw (o i due contatori che lei sconsiglia)?
    Chiedere i 10kw comporta anche il pagamento del progetto, del contatore nuovo trifase e del conseguente adeguamento del quadro elettrico e dell’impianto fotovoltaico ora previsto monofase.
    grazie.

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