Il futuro delle Pompe di Calore in Europa e in Italia Come e perché l’Unione Europea mette le Pompe di Calore al centro della lotta al cambiamento climatico

Il futuro delle Pompe di Calore in Europa e in Italia

Come e perché l’Unione Europea mette le Pompe di Calore al centro della lotta al cambiamento climatico

 

Non è una novità che la UE consideri le Pompe di Calore tra i principali attori della sua lotta al cambiamento climatico. 

Del resto, quando ti poni come obiettivo “Puntare a essere il primo continente a impatto climatico zero” devi fare scelte importanti e investire solo nelle opzioni più efficaci.

L’Europa ha dichiarato nel famoso Green Deal che nel 2050 non vuole più generare emissioni nette di gas a effetto serra, e il nostro Paese sta facendo la sua parte con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (orribilmente riassunto in PNIEC).

Gli sforzi europei saranno tesi a tagliare di almeno il 55% le emissioni di anidride carbonica entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, con l’obbligo perentorio di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Quindi, sul “fronte” italiano…

…questo PNIEC individua correttamente che per arrivare alla meta bisogna per forza agire sui consumi civili (cioè i consumi degli edifici del residenziale e del settore terziario).

Guarda caso è proprio quello che sostengo anche io da quando ho deciso di dedicarmi totalmente alla tecnologia delle Pompe di Calore, nel 2012.

(Di questo ruolo delle PdC ne parlavo già un paio di anni fa anche sul blog di Vivere Senza Gas.) 

Quello che è interessante dal mio punto di vista è vedere…

Gli obiettivi di diffusione delle Pompe di Calore

Partiamo dal 2019 e teniamo conto delle grosse novità che sono state messe in campo per raggiungere gli obiettivi dell’Europa. 

Il Decreto Rilancio ha introdotto il famoso Superbonus 110% sulle riqualificazioni energetiche, che ha portato tante famiglie a ristrutturare (i miei partner della rete Sigillo Sicuro hanno le agende strapiene per mesi). 

Un incentivo massiccio, che di certo ha favorito la diffusione delle pompe di calore nelle case degli italiani. Secondo il PNIEC, il contributo che le pompe di calore forniscono ai consumi da fonti rinnovabili termiche sarà più che raddoppiato nel 2030 rispetto al 2017, per la precisione +111%…

…che corrisponde al 26% dell’incremento complessivo di crescita di TUTTE le rinnovabili previsto dal Piano.

Mica bruscolini.

La Presidente dell’associazione Amici della Terra, Monica Tommasi, già a maggio 2021 sottolineava l’importanza “sia di una campagna di informazione e formazione sulle pompe di calore per la climatizzazione residenziale rivolta a progettisti e imprese di installazione che di una campagna di comunicazione e informazione rivolta agli utenti”.

Beh, posso dire che da queste parti stiamo lavorando parecchio su questo fronte 😉 

L’Unione Europea stima che circa il 36% di tutte le emissioni di CO2 nel continente sia causato dagli immobili e che quasi il 50% dell’energia prodotta sia impiegato per riscaldamento e raffrescamento (di cui l’80% negli edifici).

Perciò, la Commissione Europea sull’Energia ha destinato un ruolo di primo piano alle pompe di calore. Per raggiungere gli obiettivi 2050 (che potrei definire “sfidanti”) servirà un’elettrificazione del parco immobiliare del 50-70% del residenziale e del 60% per il terziario.

Chiudi il contatore del gas con le Pompe di Calore

Stiamo parlando di edifici e case 100% elettriche, che non richiedono riscaldamento con caldaie a combustibili fossili.

Questo processo porterà un incremento evidente degli investimenti e dei posti di lavoro, una diminuzione dell’acquisto di gas dall’estero (che sarà un toccasana per la nostra economia)

…e un prevedibile miglioramento della gestione del servizio elettrico nazionale

Questo ultimo effetto in cosa consiste?

È legato alle funzionalità avanzate delle pompe di calore più evolute in ottica smart grid

Che sarebbe un modo intelligente e decentralizzato di distribuire l’energia elettrica. 

La smart grid si basa sul concetto che l’energia elettrica può essere prodotta – oltre che da poche grosse centrali – anche da un numero elevatissimo di “piccoli produttori” che immettono sulla rete quella in eccesso rispetto al proprio fabbisogno.

I vantaggi non sono pochi, la stessa Acea spiega quali sono:

  • si basano su tanti piccoli impianti di produzione di energia pulita (per quanto riguarda le case, soprattutto fotovoltaico)

  • essendo una rete più capillare, è più facile portare energia ovunque grazie a una distribuzione meno costosa in termini di reti, cavi, tubi, ecc…

  • risente meno dei “blocchi” di produzione elettrica delle grosse centrali

  • il singolo utente ha un ruolo attivo perché cede l’energia pulita che non sfrutterebbe, a beneficio di altre famiglie (le quali riducono l’uso di energia prodotta da combustibili fossili)

  • la smart grid, grazie anche ai sistemi di accumulo e alla rete decentralizzata, risolve il problema della imprevedibilità delle fonti rinnovabili.

 

L’Italia è parecchi avanti sull’introduzione delle smart grid technology anche su scala nazionale. Si cerca in sostanza di dare agli utenti un risparmio economico, la possibilità di usare energia green anche se non sono loro stessi a produrla e una rete più affidabile anche in caso di emergenze.

Come vedi, questa tecnologia si sposa perfettamente con una nuova concezione degli impianti residenziali 100% elettrici con Pompa di Calore.

Ma se questo è il futuro, come procede ad oggi la diffusione delle Pompe di Calore in Italia?

Videocorso Senza Gas in 7 Giorni - Tutto quello che devi sapere PRIMA di comprare una Pompa di Calore

I trend delle Pompe di Calore: penetrazione del mercato italiano

Grazie alla spinta potente del Superbonus 110%, già nel primo trimestre del 2021 le pompe di calore sotto i 17 kW hanno triplicato la loro presenza sul territorio rispetto al 2020.

Ma questo, fidati, non è ancora niente. Perché qualcuno potrebbe dire “Per forza sono aumentate! Nel 2020 era tutto fermo per la pandemia!”

In realtà, stando ai dati diffusi da ASSOCLIMA (associazione dei produttori di pompe di calore aderenti a Confindustria), si capisce che il trend positivo del primo trimestre non è stato un “momentaneo successo” dovuto allo sblocco dei cantieri che erano stati sospesi causa lockdown, anzi nel terzo trimestre è diventato  un vero fenomeno da caso studio.

Parlando sempre di macchine con potenze inferiori a 17 kW, al 30 settembre 2021 ci sono stati aumenti del 222,6% nelle vendite, rispetto al 2020.

Ora che ci avviciniamo alla fine del 2021 sono molto curioso di conoscere i dati complessivi di quest’anno, ma mi basta parlare con gli installatori di Sigillo Sicuro per avere conferma che la tendenza non si è affatto fermata, tutt’altro.

In sostanza nei prossimi anni assisteremo ad una sempre maggiore rottamazione degli impianti con caldaia a combustibile fossile, in favore di Pompe di Calore full electric.

Lo vuole l’Italia, lo vuole l’Europa, ma direi che lo vuole anche il Pianeta.

E noi siamo qui per aiutare le famiglie italiane a Vivere Senza Gas, risparmiando sui costi energetici e abbattendo le emissioni inquinanti delle loro case.

 

A presto,

Ing. Samuele Trento

 

P.S.

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