Ansia Climatica: l’effetto imprevisto del cambiamento climatico che affligge soprattutto i più giovani Come e perché passare ad una Pompa di Calore ti aiuta a combattere questo malessere psicologico

Ansia Climatica: l’effetto imprevisto del cambiamento climatico che affligge soprattutto i più giovani

Come e perché passare ad una Pompa di Calore ti aiuta a combattere questo malessere psicologico

Per “eco-anxiety” o Ansia Climatica si intende la paura di danni ambientali o di disastri ecologici. Questa paura è generata in gran parte da considerazioni sullo stato attuale e prevedibile dell’ambiente e sui cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Non voglio fare lo psicologo, ma nella mia opera di divulgazione sul tema delle Pompe di Calore elettriche cerco ogni spunto possibile per spiegare quanti benefici porterà alle famiglie e alla società smettere di riscaldare le nostre case con caldaie a combustibile

…e mentre facevo le mie ricerche, mi sono imbattuto anche in questo tema. 

Ti dico la verità, non ne sospettavo l’esistenza fino a poco tempo fa, però è talmente coerente col mio messaggio, e talmente logico nella suo rapporto causa-effetto, che spiega perfettamente lo stato di stress e malessere che avverto in molte persone che mi contattano per passare ad una casa 100% elettrica.

Spiega ancora meglio il sorriso che vedo sui loro volti quando l’opera di “conversione” delle loro case è ultimato, quando si piazzano davanti all’unità esterna e con espressione soddisfatta mi dicono “Bel lavoro”.

Quindi voglio riassumerti quello che ho scoperto sull’ansia climatica e su come – senza saperlo – tutta la rete degli installatori aderenti a Sigillo Sicuro, in modo del tutto imprevisto, aiuti le famiglie italiane a sentirsi meglio anche “psicologicamente”.

Forse riconoscerai qualcuno degli stati emotivi che provi anche tu e non sapevi spiegarti, fermo restando che in casi di estremo malessere psicologico un aiuto professionale può aiutarti come nessun’altro.

Ti senti in colpa quando usi la macchina?

Un sondaggio condotto nel 2018 tra i cittadini statunitensi ha evidenziato come il 70% degli intervistati è preoccupato per il cambiamento climatico mentre circa il 51% si sente “indifeso”.

L’ansia per le questioni ambientali può derivare dalla consapevolezza di un aumento del rischio di eventi meteorologici estremi (i telegiornali ne danno ampio risalto), come dal timore di perdere i mezzi di sussistenza o la propria casa…

Qui ricadono anche i timori per le generazioni future, spesso collegati a sentimenti di impotenza.

L’eco-ansia non è attualmente elencata nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, perciò i medici non la considerano ufficialmente una condizione diagnosticabile – almeno per ora.

Tuttavia, non mi stupisce che questa situazione susciti preoccupazione dato che tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi le conseguenze (a volte irreversibili) di un processo di danneggiamento ambientale iniziato molti anni fa. Oggi, i media ci danno accesso a una serie di informazioni che magari fino all’altro ieri ignoravamo del tutto, ma ora che ne siamo a conoscenza è impossibile far finta di niente. 

Viene proprio da qui la frustrante sensazione di impotenza di cui parlavo…

Prendi il mio articolo sull’effetto “ola” che gli scienziati ci incoraggiano a perseguire: Il Prof. Telmo Pievani ci spiegava che i nostri figli sono nati in un contesto in cui il peggioramento climatico è una costante NONOSTANTE ci siano invenzioni e nuove tecnologie che puntano a salvaguardare l’ambiente.

È naturale che molti tra i cosiddetti Millenials (i nati tra il 1985 e il 2005) e ragazzi della Generazione Z (quelli nati tra il ’95 e il 2010) provino inquietudine quando pensano al futuro che li attende. Hanno molti più anni davanti a loro e di certo lo scenario di una vita “difficile” per colpa di un clima ostile non è bella per nessuno.

Ma non finisce qui…

Anche i loro genitori possono essere vittime dell’ansia climatica, con l’aggiunta di fatalistici sensi di colpa per il pianeta sfregiato che lasciano in eredità alle generazioni future!

L’ansia climatica è una situazione nuova anche per gli psicologi 

Per fortuna i professionisti della salute mentale stanno esplorando il campo dell’ecopsicologia, una branca che si occupa delle relazioni psicologiche delle persone con il resto della natura e di come ciò influisca sulla loro identità, benessere e salute.

E meno male, dico io, perché un clima che cambia – peggiorando costantemente – può influenzare la salute mentale in diversi modi e manifestarsi come:

  • trauma e shock
  • disturbo post-traumatico da stress (PTSD)
  • sonno disturbato
  • ansia
  • depressione
  • abuso di sostanze
  • nervosismo
  • aggressione
  • ridotti sentimenti di autonomia e controllo
  • sentimenti di impotenza, fatalismo e paura

Lo stress per i problemi ambientali può affliggere senza dubbio chi ne ha avuto esperienza diretta (come chi ha sperimentato un’alluvione), ma deriva anche dall’essere “solamente” a rischio…

… o dal fatto che i propri cari siano a rischio di condizioni meteorologiche estreme legate al clima, inclusi uragani, siccità e incendi.

Per come la vedo io (che sono un ingegnere e non uno psicologo), questo nuovo disagio dovuto alla brutta condizione del nostro pianeta ci deve dare la spinta di cui abbiamo bisogno per passare all’azione facendo qualcosa di concreto.

AGIRE è la chiave per sentire di riprendere il controllo e andare verso la serenità

Trasformiamo quest’ansia in consapevolezza e impegniamoci tutti a fare qualcosa di più.

Ripeto, un aiuto professionale è sempre la via maestra da intraprendere in caso di problemi cronici, ma quando questa ansia è ancora sotto controllo prendere l’iniziativa può aiutare ad alleviare le preoccupazioni, mettendo in campo comportamenti pratici, effettivi e di provata efficacia.

Chiudi il contatore del gas con le Pompe di Calore

Proprio in quest’ottica ritengo che “degassificare” la propria casa, installare una Pompa di Calore e integrarla con il fotovoltaico e la batteria di accumulo, sia un grande passo in avanti verso la tutela dell’ambiente…

Un passo IMPORTANTE, oltre che per il singolo contributo, anche perché diventa UN ESEMPIO per tutte le case vicine. Ho già visto molte volte che da un primo “pioniere” che chiudeva il contatore del gas si generava un effetto a macchia d’olio che portava altri suoi vicini di casa, amici o parenti a fare lo stesso.

Questo è proprio un esempio del “comportamento collettivo” virtuoso di cui ti parlavo in questo articolo.

Gli esperti consigliano a chi è vittima dell’ansia ecologica di ritrovare il contatto con la natura ogni volta che è possibile, impegnarsi nella tutela ambientale facendo opere di sensibilizzazione e volontariato, ma anche di adottare uno stile di vita sostenibile.

Ecco, io sono il promotore del riscaldamento sostenibile, che si può ottenere chiudendo la caldaia a combustibile, smettendo di bruciare gas o gasolio per avere l’acqua calda in casa e iniziando a Vivere Senza Gas come nuovo stile di vita.

Videocorso Senza Gas in 7 Giorni - Tutto quello che devi sapere PRIMA di comprare una Pompa di Calore

 

A presto,

Ing. Samuele Trento

P.S.

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