Corsa contro il tempo: sarà il 2024 l'ultimo anno degli incentivi 65% sulle pompe di calore? Il Governo pronto a stringere i cordoni della borsa: ecco come approfittare degli ultimi mesi CERTI di detrazioni al 65%

Corsa contro il tempo: sarà il 2024 l’ultimo anno degli incentivi 65% sulle pompe di calore?

Il Governo pronto a stringere i cordoni della borsa: ecco come approfittare degli ultimi mesi CERTI di detrazioni al 65%

Se stai pensando di dire addio alla tua vecchia caldaia a gas e passare a una casa 100% elettrica con pompa di calore, questo è il momento di agire. Perché? Semplice: gli incentivi che abbiamo oggi potrebbero presto diventare un ricordo.

Attualmente, puoi beneficiare di una detrazione fiscale del 65% per l’installazione di una pompa di calore. Questo significa che su un investimento di €10.000, potresti recuperare €6.500 in 10 anni. Un bel risparmio, che offre la possibilità di chiudere per sempre la caldaia a gas o a combustibile pagando solo una frazione dell’intervento…

Ma c’è un “ma”…

Il vento sta cambiando, purtroppo non in meglio. Il Governo sta facendo i conti con le spese sostenute per il Superbonus 110% e sembra intenzionato a stringere i cordoni della borsa. Molti esperti del settore, me compreso, temono che dal 2025 gli incentivi potrebbero essere drasticamente ridotti. E perché lo pensiamo?

Il Superbonus è stato aspramento criticato dall’attuale governo

Il Superbonus 110% è stata una misura senza precedenti per l’Italia. Lanciato nel 2020 come parte del Decreto Rilancio, ha permesso a molte famiglie italiane di ristrutturare casa con importanti agevolazioni fiscali

Anche io, parlandone qui sul blog e sui miei canali, ho più volte sollevato perplessità su tale misura, perché ha creato delle storture nel mercato e ha spinto molte aziende e personaggi “improvvisati” a buttarsi sull’edilizia senza avere competenza ed esperienza nel settore. 

Secondo i dati dell’ENEA, al 31 marzo 2024, gli investimenti ammessi a detrazione per il Superbonus 110% ammontavano a circa 122 miliardi di euro. Questa cifra rappresenta un impegno significativo per le finanze pubbliche. Va certamente riconosciuto che ha spinto nel breve periodo molte famiglie ad avviare una riqualificazione energetica delle loro case, ma cosa può succedere nel medio e lungo periodo all’economia di un intero comparto quando una decade di lavori viene “compressa” in appena un paio d’anni?

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Il Governo ha espresso più volte critiche verso questa misura. La Premier Giorgia Meloni ha riconosciuto che il Superbonus è nato con lodevoli intenti di rinnovamento edilizio e transizione ecologica, ma ha anche criticato la misura per essere stata mal formulata, causando frodi e aumenti ingiustificati dei prezzi dei materiali edilizi​.

Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in un’audizione alla Camera del 4 aprile 2023, ha definito il Superbonus “una voragine nei conti pubblici”. Giorgetti è tra coloro che sostengono la riduzione delle aliquote come misura per recuperare risorse finanziarie da destinare ad altri interventi economici nazionali, come il taglio delle bollette e del cuneo fiscale​.

La Premier Giorgia Meloni stessa, in un intervento al Senato del 22 marzo 2023, ha parlato del Superbonus come di una misura che ha creato “un buco di 36 miliardi nelle casse dello Stato”.

Queste dichiarazioni lasciano presagire che il Governo stia considerando una revisione complessiva del sistema degli incentivi per l’efficientamento energetico. Tuttavia, al momento non ci sono annunci ufficiali su come cambieranno gli incentivi dal 2025 in poi, sebbene l’opinione degli addetti ai lavori è che le agevolazioni per la riqualificazione energetica subiranno una solenne sforbiciata.

È importante notare che, fino al 31 dicembre 2024, sono ancora in vigore le detrazioni al 65% per l’installazione di Pompe di Calore. Questo significa, per chi sta considerando di ridurre i propri costi energetici e l’impatto ambientale della propria abitazione, che c’è ancora tempo per poter aderire, ma non più di qualche mese.

Gli incentivi per l’efficientamento energetico in vigore fino al 31/12/2024

Fino al 31 dicembre 2024, le famiglie italiane possono ancora beneficiare di importanti detrazioni fiscali per l’efficientamento energetico delle proprie abitazioni. In particolare, l’Ecobonus offre una detrazione del 65% per l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza.

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Ti riepilogo qui sotto i più importanti che riguardano chi vuole chiudere per sempre la caldaia a gas o a combustibile:

  • Detrazione del 65% per pompe di calore: Questo incentivo permette di recuperare il 65% della spesa sostenuta in 10 quote annuali di pari importo.
  • Tetto massimo di spesa: Per le pompe di calore, il limite è di €30.000 per unità immobiliare.
  • Beneficiari: Possono accedere all’incentivo tutti i contribuenti, persone fisiche, professionisti, società e imprese.
  • Tipologie di interventi: Oltre alle pompe di calore, la detrazione del 65% si applica anche ad altri interventi come l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.

Se vuoi approfondire ulteriormente ti consiglio di spulciare i dettagli della guida dell’Agenzia delle Entrate sulle detrazioni per l’efficienza energetica.

Le prospettive sugli incentivi per il 2025

Dice il Sole 24 Ore: “Il contatore dei bonus edilizi oggetto di sconto in fattura e cessione ha raggiunta la cifra mastodontica di 219 miliardi di euro. Il dato è stato comunicato dal sottosegretario all’Economia Federico Freni.”

Lo stesso Freni ha dichiarato: “Stiamo valutando una rimodulazione degli incentivi per l’efficienza energetica a partire dal 2025. L’obiettivo è garantire la sostenibilità finanziaria senza perdere di vista gli obiettivi ambientali.”

Questa dichiarazione, seppur non definitiva, lascia intendere che potrebbero esserci modifiche significative al sistema di incentivi attuale. Per esperienza, quando un politico dice “rimodulazione degli incentivi” sta dicendo in modo gentile “TAGLIO degli incentivi”. In altre parole, hanno in mente una sostanziale diminuzione per coprire lo squilibrio economico causato dal Superbonus 110%.

“Bisogna muoversi in base al reddito”, ha detto poi la deputata Mazzetti al quotidiano online Today.it. Nelle sue parole è espressa la caratteristica principale dei prossimi bonus edilizi, che cambiano formula. Non ci sarà più un incentivo “a pioggia” uguale per tutti, ma l’agevolazione verrà erogata in percentuali variabili in base al reddito di chi ne fa richiesta, oltre che alla tipologia dell’intervento stesso. 

L’incentivo del 65% sarà ancora in vigore nel 2025?

Purtroppo non è affatto detto che gli incentivi del 65% ci saranno ancora, dopo il 31 dicembre 2024. Siamo abituati a veder arrivare la manovra di bilancio del governo l’ultimo giorno dell’anno – ed anche a vederla farcita di “sorprese” non sempre piacevoli.

Queste prospettive, sebbene non definitive, suggeriscono che il 2024 potrebbe essere l’ultimo anno per beneficiare delle detrazioni al 65% per l’installazione di pompe di calore e altri interventi di efficientamento energetico.

La “corsa alla pompa di calore” che stiamo osservando in questi mesi è quindi più che comprensibile. Molte famiglie, agitate da queste notizie, stanno accelerando i loro progetti di riqualificazione energetica per non perdere questa opportunità.

Se stai considerando di passare a una casa 100% elettrica con pompa di calore, il mio consiglio è perciò di non aspettare. Gli incentivi attuali rappresentano un’occasione di ridurre i costi di installazione che potrebbe non ripetersi per chissà quanti anni. Non a caso le aziende installatrici stanno saturando la loro capacità operativa per gli ultimi mesi del 2024.

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A presto,

Samuele Trento

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