Agriturismo da 350 mq: da gasolio a 100% elettrico con due pompe di calore in cascata
Impianto misto radiatori e pavimento radiante, Conto Termico, risparmio fino a 3.900 €/anno
Un agriturismo da 350 mq in zona climatica E, con una caldaia a gasolio di vent’anni che iniziava a cedere e bollette che pesavano come un macigno sul bilancio familiare. La sfida? Gestire un impianto misto - radiatori da una parte, pavimento radiante dall’altra - e garantire riscaldamento continuo anche con ospiti in camera, senza margine per disservizi.
Abbiamo installato due pompe di calore in cascata da 12 kW ciascuna, un bollitore da 1.000 litri con serpentina in acciaio inox e integrato tutto con il fotovoltaico e il solare termico già presenti. Oggi la famiglia risparmia fino a 3.900 € all’anno rispetto al gasolio, con un autoconsumo fotovoltaico che sfiora il 50%.
Nel video ti porto dentro la centrale termica e ti mostro ogni componente, dalle pompe in cascata al sistema di controllo evoluto.
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Tipo edificio: Agriturismo (abitazione privata + camere per ospiti)
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Superficie: 350 mq
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Località: Zona climatica E (località non specificata)
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Impianto precedente: Caldaia a gasolio (oltre 20 anni di età)
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Distribuzione: Misto: radiatori + pavimento radiante
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Pompa di Calore: 2x aria-acqua da 12 kW in cascata controllata (24 kW totali)
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Integrazione: Fotovoltaico (dal 2010, Conto Energia) + Solare termico
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Incentivo: Conto Termico 3.0 (copertura fino al 100% per PA in Comuni < 15.000 abitanti)
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Risparmio annuo: Da 2.500 a 3.900 €/anno (rispetto a gasolio)
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Investimento Netto: Circa 18.000 - 23.000 € (al netto del Conto Termico)
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Payback: 5-7 anni
La situazione di partenza
La signora Elisa gestisce un agriturismo con camere in zona climatica E. La caldaia a gasolio, installata più di vent’anni prima, iniziava a dare problemi seri: guasti frequenti, costi di manutenzione in crescita e bollette tra i 3.750 e i 5.400 euro l’anno solo per il riscaldamento. Il paradosso era evidente: sul tetto c’era un impianto fotovoltaico dal 2010, ma in cantina si continuava a bruciare gasolio. Con ospiti paganti nelle camere, ogni guasto invernale alla caldaia diventava un’emergenza con ricadute dirette sul lavoro e sulla reputazione.
La sfida tecnica e la soluzione
La complessità principale stava nell’impianto misto: una parte dell’edificio con radiatori tradizionali, che richiedono temperature di mandata più alte (50-55°C), e una parte con pavimento radiante, che lavora a 35-40°C. Due "mondi" termici diversi da alimentare con un unico sistema. La soluzione è stata installare due pompe di calore aria-acqua da 12 kW in cascata controllata, con un bollitore da 1.000 litri a serpentina in acciaio inox per l’acqua calda sanitaria - che elimina il rischio legionella perché l’acqua sanitaria viene scaldata al momento, senza stoccaggio. Abbiamo integrato tutto con il fotovoltaico e il solare termico già presenti, e aggiunto un sistema di controllo evoluto che "sa" quando c’è surplus fotovoltaico e accumula più calore nel puffer e nel bollitore. La cascata garantisce anche la ridondanza: se una macchina si ferma, l’altra continua a scaldare. Per un agriturismo con ospiti in camera, questa sicurezza vale più di qualsiasi risparmio.
I risultati
La famiglia risparmia tra i 2.500 e i 3.900 euro l’anno rispetto al gasolio. L’autoconsumo fotovoltaico è salito dal 30% al 50% grazie alla gestione intelligente della pompa di calore, che scalda di più quando i pannelli producono. Nessuno sfondamento in casa, nessun cantiere invasivo: abbiamo recuperato tutte le tubazioni, i radiatori, il pavimento radiante, il fotovoltaico e il solare termico. La signora Elisa oggi gestisce il suo agriturismo con la tranquillità di un impianto ridondante, monitorato e a zero emissioni locali.


