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title: 'Casi studio - Ing. Samuele Trento | Specialista Pompe di Calore per riscaldamento e Scaldacqua a Pompa di Calore'
description: "Storie reali di case ed edifici in Italia passati al 100% elettrico senza gas. Leggi i casi studio con foto, dati di consumo prima e dopo l'intervento, bollette azzerate e testimonianze dei clienti guidati dall'Ing. Samuele Trento e dalla rete Sigillo Sicuro."
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## [ Comune, asilo nido e ambulatorio in provincia di Pavia: quattro caldaie sostituite da una sola Pompa di Calore ](https://samueletrento.it/casi-studio/comune-asilo-nido-e-ambulatorio-in-provincia-di-pavia-quattro-caldaie-sostituite-da-una-sola-pompa-di-calore)

- Tipo edificio: **Tipo edificio:** Edificio pubblico (sede comunale + asilo nido + ambulatorio)
- Superficie : **Superficie:** Non dichiarata (complesso multi-corpo)
- Gallery: [ ![Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_original.jpg)

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[ ![Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_3_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_3_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_3_original.jpg)

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[ ![Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_6_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_6_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_6_original.jpg)

[ ![Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_7_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_7_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/132/47/Caso_Studio_01_Pompa_Di_Calore_7_original.jpg)
- Località: **Località:** Provincia di Pavia - Zona climatica E
- Sottotitolo: Edificio pubblico con fan coil canalizzati, SCOP 5,82, refrigerante R290 e Conto Termico 3.0
- Sintesi: Un complesso pubblico in provincia di Pavia - sede comunale, asilo nido e ambulatorio - scaldato da quattro caldaie a metano accumulate in anni di ampliamenti, con radiatori in ghisa sottodimensionati e ambienti che d’inverno restavano freddi nonostante il gas bruciato.

Abbiamo eliminato tutto - caldaie, radiatori, vecchi condizionatori split - e installato una singola pompa di calore a R290 con fan coil canalizzati. Una macchina che dichiara uno SCOP di 5,82: per ogni kWh di elettricità, restituisce quasi 6 kWh di calore.

Oggi l’intero edificio si riscalda, si raffresca e produce acqua calda sanitaria senza un metro cubo di gas. Con il Conto Termico 3.0, l’incentivo per la PA può coprire fino al 100% dell’investimento.

Nel video ti porto dentro la centrale termica e ti mostro ogni dettaglio: dalla T sulla mandata all’inversione estate/inverno nel puffer.
- Impianto precedente: **Impianto precedente:** Quattro caldaie a gas metano (accumulate in ampliamenti successivi)
- Intro video: Nel video ti porto dentro la centrale termica di questo Comune: vedrai il puffer con l’inversione estate/inverno, la T sulla mandata e come quattro zone vengono gestite da un’unica macchina a R290.
- Distribuzione: **Distribuzione:** Fan coil canalizzati + unità sky air (rivestiti in cartongesso). Radiatori in ghisa rimossi.
- Link video 16:9: <https://www.youtube.com/watch?v=TmHiJfyaVgY>
- Pompa di Calore: **Pompa di Calore:** Aria-acqua / Refrigerante R290 (propano) / Mandata fino a 75°C / Livello sonoro max 49 dB
- SCOP: **SCOP:** 5,82 (W35)
- Integrazione: **Integrazione:** Puffer di accumulo acqua tecnica con inversione estate/inverno, 4 circolatori indipendenti per zonazione
- Incentivo: **Incentivo:** Conto Termico 3.0 (copertura fino al 100% per PA in Comuni &lt; 15.000 abitanti)
- Partner Sigillo Sicuro: **Partner Sigillo Sicuro:** \[Da confermare con Antonio - inserire solo con il suo consenso\]

### La situazione di partenza

Questo Comune in provincia di Pavia era cresciuto pezzo dopo pezzo nel corso degli anni, e con lui il suo impianto di riscaldamento. Ogni ampliamento aveva portato una caldaia in più: alla fine ne contavamo quattro, ciascuna collegata alla propria porzione di edificio. Quattro sistemi paralleli, scollegati tra loro, con tubazioni squilibrate e radiatori in ghisa che già con il gas non riuscivano a scaldare gli ambienti come avrebbero dovuto. L’asilo nido, l’ambulatorio e gli uffici comunali condividevano lo stesso problema: bollette pesanti e comfort insufficiente.

### La sfida tecnica e la soluzione

La preanalisi ha messo in luce una realtà netta: i radiatori erano sottodimensionati, le tubazioni troppo piccole e i collettori fuori bilanciamento. Riadattare l’esistente sarebbe costato quanto - se non di più - ripartire da zero. Abbiamo scelto di abbandonare i radiatori e installare fan coil canalizzati rivestiti in cartongesso, alimentati da una singola pompa di calore a R290 con SCOP dichiarato di 5,82. Una macchina che riscalda, raffresca e produce acqua calda sanitaria - eliminando anche i vecchi condizionatori split. Nella centrale termica, la configurazione "a T sulla mandata" permette di inviare all’impianto l’acqua alla temperatura ottimale senza passare dall’accumulo, abbattendo i cicli di sbrinamento invernali. Quattro circolatori indipendenti gestiscono altrettante zone, così ogni area dell’edificio raggiunge la propria temperatura in autonomia.

### I risultati

Oggi l’intero complesso funziona senza un metro cubo di gas. Riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria arrivano da un’unica pompa di calore con un livello sonoro massimo di 49 dB - un aspetto determinante in un edificio che ospita un asilo nido. Con il Conto Termico 3.0, la PA può recuperare fino al 100% dell’investimento nei Comuni sotto i 15.000 abitanti. Antonio, il nostro partner che ha eseguito i lavori, sintetizza bene: la configurazione idraulica con inversione estate/inverno nel puffer e la T sulla mandata sono i dettagli che trasformano un buon impianto in un impianto che funziona davvero tutto l’anno.

Dettagli

Scritto da Ing. Samuele Trento

Categoria: [Casi studio](https://samueletrento.it/casi-studio)

Pubblicato: 20 Giugno 2026

![](https://samueletrento.it/images/post/Caso_Studio_02_Pompa_Di_Calore.png)

## [ Agriturismo da 350 mq: da gasolio a 100% elettrico con due pompe di calore in cascata ](https://samueletrento.it/casi-studio/agriturismo-da-350-mq-da-gasolio-a-100-elettrico-con-due-pompe-di-calore-in-cascata)

- Tipo edificio: **Tipo edificio:** Agriturismo (abitazione privata + camere per ospiti)
- Superficie : **Superficie:** 350 mq
- Gallery: [ ![Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_01_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_01_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_01_original.jpg)

[ ![Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_02_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_02_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_02_original.jpg)

[ ![Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_03_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_03_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_03_original.jpg)

[ ![Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_04_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_04_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_04_original.jpg)

[ ![Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_05_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_05_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_05_original.jpg)

[ ![Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_06_original](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_06_thumb.jpg) ](https://samueletrento.it/media/acfgallery/content/136/47/Caso_Studio_Pompa_di_Calore_02_Agriturismo_06_original.jpg)
- Località: **Località:** Zona climatica E (località non specificata)
- Sottotitolo: Impianto misto radiatori e pavimento radiante, Conto Termico, risparmio fino a 3.900 €/anno
- Sintesi: Un agriturismo da 350 mq in zona climatica E, con una caldaia a gasolio di vent’anni che iniziava a cedere e bollette che pesavano come un macigno sul bilancio familiare. La sfida? Gestire un impianto misto - radiatori da una parte, pavimento radiante dall’altra - e garantire riscaldamento continuo anche con ospiti in camera, senza margine per disservizi.

Abbiamo installato due pompe di calore in cascata da 12 kW ciascuna, un bollitore da 1.000 litri con serpentina in acciaio inox e integrato tutto con il fotovoltaico e il solare termico già presenti. Oggi la famiglia risparmia fino a 3.900 € all’anno rispetto al gasolio, con un autoconsumo fotovoltaico che sfiora il 50%.

Nel video ti porto dentro la centrale termica e ti mostro ogni componente, dalle pompe in cascata al sistema di controllo evoluto.
- Impianto precedente: **Impianto precedente:** Caldaia a gasolio (oltre 20 anni di età)
- Intro video: Nel video ti porto dentro la centrale termica e ti mostro ogni componente: le due pompe in cascata, il bollitore da 1.000 litri, il puffer, le valvole e il sistema di controllo. Scopri anche i numeri reali del risparmio.
- Distribuzione: **Distribuzione:** Misto: radiatori + pavimento radiante
- Link video 16:9: <https://www.youtube.com/watch?v=YcCD9sbntc8>
- Pompa di Calore: **Pompa di Calore:** 2x aria-acqua da 12 kW in cascata controllata (24 kW totali)
- Integrazione: **Integrazione:** Fotovoltaico (dal 2010, Conto Energia) + Solare termico
- Accumulo: **Accumulo:** Puffer 200 L acqua tecnica + Bollitore 1.000 L con serpentina inox
- Incentivo: **Incentivo:** Conto Termico 3.0 (copertura fino al 100% per PA in Comuni &lt; 15.000 abitanti)
- Risparmio annuo: **Risparmio annuo:** Da 2.500 a 3.900 €/anno (rispetto a gasolio)
- Investimento Netto: **Investimento Netto:** Circa 18.000 - 23.000 € (al netto del Conto Termico)
- Payback: **Payback:** 5-7 anni

### La situazione di partenza

La signora Elisa gestisce un agriturismo con camere in zona climatica E. La caldaia a gasolio, installata più di vent’anni prima, iniziava a dare problemi seri: guasti frequenti, costi di manutenzione in crescita e bollette tra i 3.750 e i 5.400 euro l’anno solo per il riscaldamento. Il paradosso era evidente: sul tetto c’era un impianto fotovoltaico dal 2010, ma in cantina si continuava a bruciare gasolio. Con ospiti paganti nelle camere, ogni guasto invernale alla caldaia diventava un’emergenza con ricadute dirette sul lavoro e sulla reputazione.

### La sfida tecnica e la soluzione

La complessità principale stava nell’impianto misto: una parte dell’edificio con radiatori tradizionali, che richiedono temperature di mandata più alte (50-55°C), e una parte con pavimento radiante, che lavora a 35-40°C. Due "mondi" termici diversi da alimentare con un unico sistema. La soluzione è stata installare due pompe di calore aria-acqua da 12 kW in cascata controllata, con un bollitore da 1.000 litri a serpentina in acciaio inox per l’acqua calda sanitaria - che elimina il rischio legionella perché l’acqua sanitaria viene scaldata al momento, senza stoccaggio. Abbiamo integrato tutto con il fotovoltaico e il solare termico già presenti, e aggiunto un sistema di controllo evoluto che "sa" quando c’è surplus fotovoltaico e accumula più calore nel puffer e nel bollitore. La cascata garantisce anche la ridondanza: se una macchina si ferma, l’altra continua a scaldare. Per un agriturismo con ospiti in camera, questa sicurezza vale più di qualsiasi risparmio.

### I risultati

La famiglia risparmia tra i 2.500 e i 3.900 euro l’anno rispetto al gasolio. L’autoconsumo fotovoltaico è salito dal 30% al 50% grazie alla gestione intelligente della pompa di calore, che scalda di più quando i pannelli producono. Nessuno sfondamento in casa, nessun cantiere invasivo: abbiamo recuperato tutte le tubazioni, i radiatori, il pavimento radiante, il fotovoltaico e il solare termico. La signora Elisa oggi gestisce il suo agriturismo con la tranquillità di un impianto ridondante, monitorato e a zero emissioni locali.

Dettagli

Scritto da Ing. Samuele Trento

Categoria: [Casi studio](https://samueletrento.it/casi-studio)

Pubblicato: 20 Giugno 2026

![](https://samueletrento.it/images/casi-studio/Caso%20Studio%20Villa%20da%20450%20mq%20risparmia%205300euro.png)

## [ Villa da 450 mq con radiatori in ghisa: da 7.000 €/anno a 1.700 € senza toccare un termosifone ](https://samueletrento.it/casi-studio/villa-da-450-mq-con-radiatori-in-ghisa-da-7-000-eur-anno-a-1-700-eur-senza-toccare-un-termosifone)

- Tipo edificio: **Tipo edificio:** Villa (abitazione privata)
- Superficie : **Superficie:** 450 mq
- Località: **Località:** Lombardia
- Sottotitolo: Radiatori conservati, risparmio di 5.300 €/anno, autosufficienza energetica al 50% già in pieno inverno
- Sintesi: Una villa degli anni ‘80 in Lombardia, 450 metri quadrati, radiatori in ghisa sotto-nicchia. Il tipo di casa che qualsiasi installatore tradizionale definirebbe "impossibile" da convertire in 100% elettrica. La famiglia di Alessandro spendeva 7.000 euro l’anno tra gas ed elettricità.

I radiatori in ghisa? Sono ancora tutti al loro posto. Nessun pavimento demolito, nessun cantiere invasivo. La chiave è stata il dimensionamento del sistema di accumuli - puffer da 200 litri per il riscaldamento, bollitore da 500 litri per l’acqua calda sanitaria - e la progettazione su misura del Protocollo Sigillo Sicuro.

Dopo due inverni completi: 1.700 euro di bolletta elettrica annua, comfort costante a 21-22°C, autosufficienza energetica al 50% già a febbraio grazie al fotovoltaico. Il risparmio supera i 5.300 euro ogni anno.

Nel video ti porto in cantiere con Alessandro e ti mostro i numeri reali, inverno dopo inverno.
- Impianto precedente: **Impianto precedente:** Caldaia a gas metano (€ 5.000/anno gas + € 2.000/anno elettricità)
- Intro video: Nel video entro in casa di Alessandro e ti mostro i numeri reali delle bollette prima e dopo, la centrale termica con puffer e bollitore, e i radiatori in ghisa che continuano a scaldare - senza un metro cubo di gas.
- Distribuzione: **Distribuzione:** Radiatori in ghisa sotto-nicchia (conservati)
- Link video 16:9: <https://www.youtube.com/watch?v=HQ8qDrO6Crc>
- Pompa di Calore: **Pompa di Calore:** Aria-acqua / 20 kW termici \[modello e marca da verificare con Samuele\]
- Integrazione: **Integrazione:** Fotovoltaico (autosufficienza 50% in inverno, 80% su base annua), puffer 200L, bollitore 500L, piscina e sauna elettrificate
- Risparmio annuo: **Risparmio annuo:** Oltre 5.300 €/anno (da € 7.000 a € 1.700 - misurato su due inverni)

### La situazione di partenza

Quando Alessandro mi ha contattato, anche io ho avuto un momento di esitazione. Una villa degli anni ‘80, 450 metri quadrati, radiatori in ghisa sotto-nicchia, nessun intervento di coibentazione né sostituzione di infissi in programma. Una casa che bruciava 5.000 euro l’anno di gas metano più 2.000 euro di elettricità. Il tipo di abitazione che la maggior parte degli installatori liquida con un "impossibile, devi rifare tutto a pavimento". Alessandro però aveva le idee chiare: voleva staccarsi dal gas, per risparmiare e per coerenza con i valori ambientali in cui crede - lavora lui stesso nel settore dell’impiantistica.

### La sfida tecnica e la soluzione

Qui la domanda giusta non era "a quanti gradi arriva la pompa di calore?", ma "come ci arriva, consumando quanto, e le serve davvero quella temperatura?". Abbiamo analizzato l’intero sistema abitazione: fabbisogno energetico reale, involucro esistente, compatibilità dei radiatori in ghisa. La chiave tecnica è stata il dimensionamento degli accumuli: un puffer da 200 litri calibrato sulla potenza della macchina (20 kW termici) per compensare la poca acqua che circola nei radiatori in ghisa, e un bollitore da 500 litri per i quattro bagni e la cucina. Valvole a tre vie gestiscono i diversi circuiti - acqua calda sanitaria, riscaldamento, piscina - e resistenze elettriche di backup garantiscono la continuità del servizio in caso di fermo macchina.

### I risultati

Dopo due inverni completi la casa mantiene 21-22 gradi anche nelle giornate più fredde, con un comfort che Alessandro definisce ottimale. Le bollette sono scese da 7.000 a 1.700 euro l’anno: un taglio del 76%. A febbraio, in pieno inverno, il fotovoltaico copre già il 50% del fabbisogno. Su base annua - contando riscaldamento, raffrescamento, piscina, sauna e piano cottura a induzione - la villa preleva dalla rete appena il 20% dell’energia che consuma. Alessandro lo riassume così: "In due anni abbiamo superato quella diceria che le pompe di calore non funzionano sui radiatori. Gli inverni sono passati tranquilli, con il comfort che volevamo".

Dettagli

Scritto da Ing. Samuele Trento

Categoria: [Casi studio](https://samueletrento.it/casi-studio)

Pubblicato: 20 Giugno 2026

![](https://samueletrento.it/images/casi-studio/Caso%20Studio%20Casa%20in%20pietra%20da%20340%20mq%20PdC%20in%20cascata.png)

## [ Casa in pietra da 340 mq: due Pompe di Calore in cascata per dire addio al gas senza cappotto termico ](https://samueletrento.it/casi-studio/casa-in-pietra-da-340-mq-due-pompe-di-calore-in-cascata-per-dire-addio-al-gas-senza-cappotto-termico)

- Tipo edificio: **Tipo edificio:** Abitazione privata (casa in pietra)
- Superficie : **Superficie:** 340 mq
- Località: **Località:** Lombardia
- Sottotitolo: Sistema 100% elettrico con doppia unità in parallelo, ciclo di accensione alternata e monitoraggio remoto FoxBox
- Sintesi: Una casa in pietra di 340 metri quadrati in Lombardia, senza cappotto termico, con muri di grande spessore che trattengono il calore e lo rilasciano piano. Il tipo di edificio che sembra costruito apposta per una pompa di calore, ma che pochi avrebbero il coraggio di convertire al 100% elettrico.

Qui la sfida era doppia: eliminare il gas e al tempo stesso garantire un riscaldamento capace di adattarsi a una casa che non viene sempre usata per intero. La risposta sono due pompe di calore collegate in cascata - in parallelo - con ciclo di accensione alternata: quando il fabbisogno è ridotto lavora una sola macchina, quando serve tutta la potenza entrano in gioco entrambe.

Il vantaggio più importante? Se una delle due si ferma, l’altra continua a scaldare e a produrre acqua calda. Una ridondanza che in una casa di queste dimensioni vale quanto il risparmio in bolletta.

Nel video ti porto dentro la centrale termica e ti mostro come i due circuiti lavorano in parallelo, dalle valvole a tre vie al monitoraggio remoto.
- Impianto precedente: **Impianto precedente:** Caldaia a gas metano
- Intro video: Nel video ti porto dentro la centrale termica e ti mostro come i due circuiti in parallelo gestiscono riscaldamento, acqua calda e raffrescamento. Vedrai le valvole a tre vie, l’isolamento delle tubazioni e il sistema di collaudo.
- Distribuzione: **Distribuzione:**
- Link video 16:9: [https://www.youtube.com/watch?v=0vtCJGG\_cEk](https://www.youtube.com/watch?v=0vtCJGG_cEk)
- Pompa di Calore: **Pompa di Calore:** Due PdC aria-acqua in cascata (collegamento in parallelo) con ciclo di accensione alternata
- Integrazione: **Integrazione:** Monitoraggio remoto FoxBox, valvole a tre vie per gestione circuiti, predisposizione fotovoltaico

### La situazione di partenza

Questa casa in Lombardia ha una caratteristica che la rende diversa da molti altri cantieri: è costruita in pietra, con muri di grande spessore e senza cappotto termico. Eppure, proprio quei muri massicci sono un alleato naturale della pompa di calore. L’inerzia termica elevata - la capacità di assorbire calore e restituirlo piano - permette di mantenere la temperatura interna stabile anche quando la macchina riduce la potenza. Il problema era un altro: 340 metri quadrati non vengono sempre usati per intero, e una singola pompa di calore di grande potenza avrebbe lavorato in condizioni poco efficienti per buona parte dell’anno, accendendosi e spegnendosi in continuazione.

### La sfida tecnica e la soluzione

La risposta è stata installare due pompe di calore in cascata, collegate in parallelo. Quando il fabbisogno è basso - una sola zona della casa abitata, una giornata mite - lavora una macchina sola, che modula la potenza con la massima efficienza. Nei giorni più freddi o quando serve scaldare l’intera abitazione, entra in gioco anche la seconda. Un ciclo di accensione alternata distribuisce il lavoro tra le due unità giorno per giorno, bilanciando l’usura e allungando la vita dell’impianto. Nella centrale termica, valvole a tre vie gestiscono la distribuzione dell’acqua calda verso i diversi circuiti, e tutte le tubazioni sono isolate con cura per evitare dispersioni lungo il percorso.

### I risultati

Il gas è stato eliminato: la casa è 100% elettrica. Il vantaggio più apprezzato, oltre al risparmio, è la ridondanza: se una delle due pompe si ferma per un guasto, l’altra continua a garantire riscaldamento e acqua calda nelle zone principali. Nessuna interruzione, nessuna emergenza. Il monitoraggio remoto tramite centralina FoxBox tiene sotto controllo le prestazioni in tempo reale, permettendo di intervenire per ottimizzare la configurazione prima che un piccolo squilibrio diventi un problema. Per chi ha una casa di grandi dimensioni - o una seconda casa usata a intermittenza - il sistema in cascata è la configurazione che bilancia risparmio, flessibilità e tranquillità.

Dettagli

Scritto da Ing. Samuele Trento

Categoria: [Casi studio](https://samueletrento.it/casi-studio)

Pubblicato: 20 Giugno 2026
